Cos’è la melatonina

Cosa fare quando la melatonina non basta

Insonnia, difficoltà di addormentamento, sonno disturbato, risvegli frequenti o precoci, sono tutti problemi piuttosto diffusi, le cui cause vanno comunque sempre approfondite, ma che spesso sono originati da un’alterazione nella sintesi di melatonina da parte della ghiandola pineale. In pratica alcune situazioni, come cambiamenti di fuso orario, turni di lavoro notturni, orari irregolari, “tecnostress”, ecc. possono determinare una riduzione della produzione notturna di melatonina che si evidenzia con un sonno di scarsa qualità e durata insufficiente.

È infatti noto come questo ormone presieda alle funzioni di regolazione dei ritmi circadiani di sonno-veglia, segnalando in pratica all’organismo quando è giunto il momento di dormire e di svegliarsi.

Insufficienti livelli notturni di melatonina possono tuttavia essere efficacemente riportati su valori ottimali adottando una semplice strategia di integrazione alimentare: un rimedio contro l’insonnia che porta a vantaggi immediati per la regolarità del nostro riposo.
Assumere la melatonina 15 minuti prima di andare a letto (meglio se l’orario è sempre lo stesso), garantisce un’azione rapida e allo stesso tempo prolungata, con tempi di addormentamento inferiori e un sonno più tranquillo.

Una maggiore efficacia si ottiene poi con gli integratori di “ultima generazione”, che non si limitano a fornire un supplemento di melatonina, ma garantiscono un’azione potenziata grazie all’aggiunta di altre sostanze naturali, quali triptofano, vitamine e magnesio.
Il triptofano, in particolare, è un aminoacido essenziale che svolge un ruolo di “coordinamento” nella sintesi di melatonina, essendone in pratica il precursore, ma questa sostanza va assunta attraverso la dieta in quantità di almeno 200 mg al giorno, perché il nostro organismo non è in grado di produrla autonomamente.

In tutto questo, una tattica “combinata” che comprenda un’alimentazione corretta a fianco di una valida integrazione, magari anche con estratti di origine vegetale come la valeriana, può essere l’arma più efficace per conservare un riposo soddisfacente.

È consigliabile dunque privilegiare, soprattutto a cena, i cibi ricchi di triptofano quali latticini, uova, pesce, pollo e legumi, ma anche quelli ad alto contenuto di vitamine del gruppo B, che entrano in gioco nella biosintesi della melatonina e in più riducono il senso di affaticamento. Da evitare invece gli alcolici, che tendono a inibire la produzione di melatonina, portando a un sonno poco profondo.